Recensioni

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Dicono di “Antar”

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Due mondi che si intrecciano e che coesistono pacificamente a dispetto di quello che spesso si pensa. Due mondi solo apparentemente lontani che vivono in Antar, il giovane protagonista che porterà con sé il lettore durante tutto il suo percorso di ricerca interiore, un pellegrinaggio da Occidente ad Oriente”.

 

Mariateresa RIPOLO

“Antar: l’incontro di due culture nell’ultimo romanzo di Eliana Iorfida”

L’Odore del Caffè.it (Maggio 2019)

 

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Eliana Iorfida, con una scrittura elegante e raffinata, con questo suo Antar ci prende per mano e ci conduce direttamente nella Siria che lei, attraverso i suoi studi e il suo lavoro, ha conosciuto bene e verso la quale traspare un affetto profondo, sincero e indissolubile che dimostra come solo vivendo in una città da straniero è possibile ottenere gli strumenti giusti per comprenderla, capirne i fallimenti ma soprattutto per continuare ad amarla e rispettarla”.

 

Chiara RUGGIERO

“Antar di Eliana Iorfida: raccontare la Siria attraverso gli occhi di un ragazzo”

Librofilia.it (Aprile 2019)

 

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Felice FORESTA: “Antar. L’Ulisse d’Oriente”

 

Il senso di una narrazione speziata e deliziosa che ti abbraccia da subito sta tutto qui. Ovvero in una naturale capacità – in cui l’autrice si prodiga senza sforzi ma con chiarezza di contesto e di pretesto – di cucire, tendere, avvicinare, allentare e poi suggellare definitivamente due mondi apparentemente diversi che, invece, appartengono prepotentemente alla stessa etnia mediterranea”.

 

 

Mediterraneo e dintorni (Settembre 2018)

 

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Dicono di “La scatola dei ricordi”

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Non più la storia tribolata della Siria – scenario che ha forgiato in Eliana Iorfida quella predisposizione dell’anima alla scrittura – ma la sua Calabria che si disvela attraverso il racconto (cuntu). Racconti che ad orecchie poco avvezze ad ascoltare le storie della tradizione orale potrebbero sembrare frutto di pura invenzione «tanto incredibili da sembrare inventati, quanto densi di ricordi e sentimenti da riconoscerne la pura realtà».

Così dalla maturità raggiunta lavorando in terre lontane, Eliana Iorfida ritorna alla leggerezza di quando era bambina, a Serra San Bruno, magari seduta sugli scalini dei nonni ad ascoltare storie nei pressi del rione “Zaccanu”, dove ancora oggi trasuda la poesia di Mastro Bruno Pelaggi”.  

 

Bruno GRECO

Il Vizzarro (Novembre 2018)

 

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Dicono di “Sette paia di scarpe”

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Sette paia di scarpe recensito da Lucilla ALCAMISI su

“TGR Mediterraneo”, Rai 3

Dal minuto 20,45 (Marzo 2015)

 

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Nel Kurdistan, un sogno d’amore spezzato

 

Un’esperienza lontana nel tempo e nello spazio, in un paesaggio carico di sfumature, di voci di popoli e di storie familiari appena sussurrate, alla ricerca dell’identità femminile in bilico tra dovere e scelta”.

 

 

Gabriella RICCIARDI (Leggere tutti, n.88, Luglio-Agosto 2014, p. 26) I parte;

Gabriella RICCIARDI (Leggere tutti, n.88, Luglio-Agosto 2014, p. 27) II parte

 

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Pamela QUINTIERI: “La straordinaria favola del Re Serpente ha il volto dell’amore e del sacrificio”

 

Le tradizioni popolari guidano una donna alla scoperta del nuovo: da Rai Eri, l’opera di Eliana Iorfida finalista al Premio “La Giara”.

 

 

DireFareScrivere. Mensile di cultura e scrittura (Anno 10, n. 103, Luglio 2014)

 

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Valeria SICLARI: “Per andare lontano servono Sette paia di scarpe”

 

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La magia di Sette paia di scarpe, presentato a Cetraro (CS)

 

Sette paia di scarpe è un lavoro affascinante, che avvince e tiene desta l’attenzione del lettore dall’inizio alla fine, nell’ansia di conoscere ciò che accadrà dopo, quando passerai l’indice a sfogliare la pagina successiva. E frattanto ti attardi a gustare le piacevoli sensazioni suscitate dalla pagina che hai davanti, o torni addirittura indietro, a rituffarti nel caleidoscopio d’immagini che l’autrice ha fatto  scorrere, attualizzate, davanti a te. Sette paia di scarpe è un romanzo da leggere sino all’ultimo rigo, fin nella postfazione e persino nei ringraziamenti, perché ogni frase, ogni parola e ogni sillaba contribuisce a definire il quadro un po’ fantastico e un po’ reale che Eliana dipinge, con  la magia che è propria del tocco femminile; dove luoghi, personaggi, situazioni, emozioni, sensazioni, scorrono con la nitidezza di un film a tre dimensioni e ad alta definizione.

 

Luigi LEPORINI

Cetraro in Rete (Giugno 2014)

 

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Raffaele TADDEO su el-Ghibli

El-Ghibli, Rivista di Letteratura della Migrazione (Maggio 2014)

 

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Sette paia di scarpe di Eliana Iorfida: una fiaba di dolore e di separazione

 

Il viaggio dei tre ragazzini in Siria diventa, soprattutto per Aidha, un viaggio alla ricerca delle radici materne e alla scoperta del proprio sé. Storia e mito, tempo rettilineo e tempo circolare, convivono e si intrecciano nel romanzo, che, non a caso, comincia a Beirut e a Beirut circolarmente finisce, si apre con un aereo in fase di decollo e si conclude con un aereo in fase di atterraggio, si sviluppa nel percorso ciclico di un viaggio alla fine del quale, però, la protagonista si trova trasformata da ciò che ha scoperto sulla propria madre. Il viaggio alla ricerca dell’altro si rivela come un viaggio anche alla ricerca di sé e dell’altrove, incarnato dal remoto villaggio siriano di Umm Ar-rabiah, che, teatro della vicenda, appare più prossimo e vicino di quanto si sarebbe potuto immaginare.

 

Tonino CERAVOLO

Il Quotidiano della Calabria (2 Aprile 2014, p. 43) 

 

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La “Giara d’Argento” a Eliana Iorfida

Premio Nazionale Raiper i talenti letterari 

 

Un successo pienamente meritato ad un’autrice delicata e raffinata, per un romanzo sulla guerra libanese del 2006: Sette paia di scarpe. È il nostro cuore che fa movimenti tortuosi, strani, imprevedibili, che nutre le nostre azioni e muove tutto. Elegante ed equilibrato lo stile letterario si posa su ogni cosa descrivendola, animandola, cambiandola e, alla fine, donando vita nuova a tutto. E una spirale di sensazioni avvolge i sensi e la mente”.

 

Pamela QUINTIERI

(www.bottegascriptamanent.it, anno VII, n. 71, Luglio 2013)

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