Romanzi

SETTE PAIA DI SCARPE

(Rai Eri, 2014)

“Un profondo senso di appartenenza mi legava a quei territori sconfinati, come se il paesaggio, in ogni sua sfumatura, mi parlasse una lingua ormai dimenticata: voci di popoli lontani nel tempo, ma anche storie familiari appena sussurrate”.

Il titolo, ispirato a un’antica fiaba persiana, suggerisce il viaggio esteriore e interiore della giovane protagonista alla ricerca della verità. Aidha e i due fratelli minori lasciano Beirut durante la guerra israelo-libanese del 2006 alla volta della Siria, per rifugiarsi nel villaggio dei nonni materni, che non conoscono.

Nel profondo nord-est, la steppa in cui convivono arabi, curdi e poche tribù di seminomadi, Aidha entrerà in contatto con le rigide tradizioni patriarcali di una cultura millenaria, dalle quali sua madre era fuggita ancora adolescente.

Scavando nel proprio passato familiare come gli archeologi scavano il tell, la misteriosa collina che domina il villaggio, la ragazza scoprirà un importante segreto, che la farà riflettere sui fragili equilibri che regolano la quotidianità delle piccole comunità rurali e sul disincanto del loro vivere spietato.

Copertina Settepaia di scarpe

HANNO DETTO…

“I fatti sono raccontati attraverso la voce coinvolgente della protagonista. Un “io” narrante fervido, curato, appassionato che riesce a instillare nel lettore la scintilla dell’acuta riflessione. Elegante ed equilibrato lo stile letterario si posa su ogni cosa descrivendola, animandola, cambiandola e, alla fine, donando vita nuova a tutto. E una spirale di sensazioni avvolge i sensi e la mente”.

Pamela QUINTIERI (Bottega Scriptamanent)

“Storia e mito, tempo rettilineo e tempo circolare, convivono e si intrecciano nel romanzo. Il viaggio alla ricerca dell’altro si rivela come un viaggio anche alla ricerca di sé e dell’altrove. Eppure, su questo mondo, che frettolosamente si potrebbe liquidare come arcaico, lo sguardo di Eliana Iorfida non si deposita per esprimere giudizi di valore e condannare o biasimare, ma si orienta in maniera quasi simpatetica e con una partecipazione persino emotiva”.

Tonino CERAVOLO (Il Quotidiano della Calabria)

“L’organizzazione spaziale del romanzo risulta significativa per l’impostazione della narrazione, così come la dimensione temporale che colloca le vicende da scoprire in tempi lontani. Spazio e tempo fanno quindi da cornice ad una storia che vive del rapporto dialettico fra modernità e arcaicità”.

Raffaele TADDEO (el-Ghibli, Rivista di Letteratura della Migrazione)

“Sette paia di scarpe è un lavoro affascinante, che avvince e tiene desta l’attenzione del lettore dall’inizio alla fine, nell’ansia di conoscere ciò che accadrà dopo, quando passerai l’indice a sfogliare la pagina successiva”.

Luigi LEPORINI (Cetraro in Rete)

“Figure femminili concrete, reali, quasi palpabili, cariche di fascino e di mistero animano una narrazione che rasenta in alcuni punti il lirismo quando il pathos si fonde con la forza trascinante del senso delle parole, delle situazioni, degli scenari, della storia familiare”.

Pamela QUINTIERI (DireFareScrivere. Mensile di cultura e scrittura)

“Eliana Iorfida riesce a non tradire mai Aidha, restando sempre nel solco del suo modo di sentire, di comprendere se stessa e il mondo che la circonda, trasportando il lettore in un universo sospeso e magico, in un Medio Oriente così tragicamente vicino eppure ancora così segreto qui ad Occidente”.

Gabriella RICCIARDI (Leggere tutti. Mensile del libro e della lettura)

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